Il portale della  Alimentazione e della Salute dal 1999

per informazioni o acquisti : , info@francescosatta.it oppure cell 328/7433847 dalle 18.00 alle 20.00;La nuova guestbook la trovate al seguente collegamento : http://www.francescosatta.it/guestbook.html

 

 

CANCRO

        Le cellule cancerose appaiono come cellule immature che si dividono costantemente, non adempiono le loro funzioni naturali e invadono il tessuto circostante. Queste cellule privano le cellule normali vicine dei loro elementi nutritivi essenziali, causando un grave esaurimento nel paziente affetto da cancro. Le cellule cancerose sono in grado di spostarsi e impiantarsi in qualsiasi parte dell’organismo causando crescite abnormi o tumori. Il cancro viene diviso a seconda del tipo di tessuto da cui nasce.
L’importanza di una diagnosi precoce nel trattamento del cancro è fondamentale. E’ l’unica possibilità di curare questa malattia con risultati positivi. Attualmente si ritiene che il cancro all’intestino inizi il suo decorso anche 20 anni prima di diventare una malattia conclamata ed essere notato. E’ importantissimo fare i test che permettono di scoprirlo. Si dovrebbe essere sempre attenti ai sette sintomi premonitori segnalati dalla American Cancer Society: sanguinamento o secrezioni insolite, comparsa di protuberanze o gonfiori, tosse rauca, difficoltà nel deglutire e nel digerire, cambiamenti nelle abitudini intestinali o della vescica, cicatrizzazione lenta, modificazione di una verruca o di un neo. Esistono dei kit che permettono di effettuare da soli un’analisi per il tumore all’intestino. I sintomi e la loro gravità variano in relazione al tipo e alla localizzazione del cancro.

        E’ stato scoperto che l’obesità femminile è un fattore che aumenta il rischio di tumore uterino, cervicale, mammario e alla cistifellea. I grassi influenzano gli ormoni femminili stimolando la divisione cellulare che a sua volta dà inizio al processo cancerogeno. Negli uomini l’obesità aumenta il rischio di tumore colorettale. E’ stato riportato che gli uomini che si sono sottoposti a vasectomia hanno tre volte più possibilità di ammalarsi di tumore alla prostata.
Nel trattamento delle escrescenze cancerose e dei tumori sono stati usati la chirurgia, le radiazioni e alcuni farmaci. Le operazioni chirurgiche rimuovono la neoplasia originale e quelle secondarie. I farmaci, benché non siano in grado di curare completamente il cancro, vengono usati per ridurre la neoplasia o per ritardare l’apparizione di escrescenze secondarie. Le radiazioni vengono spesso usate per distruggere le cellule cancerose e per impedirne la diffusione.
Le sostanze nutritive possono essere d’aiuto. Gli effetti collaterali provocati dalla terapia ai raggi e dalla chemioterapia, come il vomito e la diarrea, possono essere diminuiti o evitati con le vitamine C, E e il complesso B. La vitamina E dovrebbe essere assunta prima dei pasti. E’ importante iniziare l’assunzione di queste vitamine alcuni giorni prima dell’inizio del trattamento. Lo stress psicologico del cancro aumenta notevolmente il fabbisogno di vitamina C e di vitamine del complesso B. Per assicurare un immediato assorbimento nel sangue, le vitamine, se possibile, dovrebbero essere somministrate sotto forma di iniezioni.

        I raggi X e i trattamenti con altri raggi indeboliscono il sistema immunitario e distruggono le vitamine A, C, E, K, B e gli acidi grassi insaturi: grandi quantità di vitamina E proteggono la vitamina A e gli acidi grassi insaturi. Nel corso della distruzione del tessuto maligno vi è la creazione di sottoprodotti dannosi. Il fegato è in grado di neutralizzare queste sostanze se sono presenti quantità sufficienti di vitamina C, E, proteine e l’aminoacido metionina. La vitamina E può prevenire le bruciature dalle radiazioni, dare sollievo al dolore e ridurre le cicatrici.
Negli animali si sviluppano tumori spontanei, soprattutto della tiroide, dovuti ad alimentazione carente di iodio. La carenza di iodio è legata anche al cancro del seno nella donna. Si ritiene che la carenza di ferro esponga i malati della sindrome di Plummer-Vinson (un disturbo che colpisce le donne di mezza età caratterizzato da spaccature intorno alla bocca e ulcere alla lingua e all’esofago) ad un maggior rischio di tumore all’esofago e allo stomaco. Una carenza di zinco può portare al tumore alla prostata, all’esofago e al carcinoma broncogeno. I danni al fegato di qualsiasi tipo, aumentano la predisposizione al cancro.

        Le ricerche eseguite sugli animali hanno mostrato che le vitamine A, C, E, B3 e B6 inibiscono la crescita delle cellule tumorali stimolando il sistema immunitario del corpo ed eliminando i radicali liberi. I lipotropi proteggono le cellule impedendo loro di trasformarsi in cellule cancerose. Anche il SOD (superossido dismutasi) distrugge i radicali liberi. I radicali liberi sono sostanze chimiche prodotte dal corpo quando viene esposto a radiazioni, contaminanti alimentari, grassi rancidi e inquinamento atmosferico. Questi danneggiano parti della cellula umana, sopratutto DNA e RNA, che dirigono in parte le azioni di ogni cellula. Quando questo processo viene disturbato, può svilupparsi il cancro. Anche le seguenti sostanze possono avere un effetto protettivo. L’aminoacido L-arginina inibisce lo sviluppo dei tumori. E’ stato scoperto che la vitamina K protegge contro gli effetti di alcune sostanze cancerogene. L’acido folico in grandi quantità, è stato usato nel trattamento di cellule cervicali precancerose e (insieme alla vitamina B12) di cellule bronchiali precancerose nei fumatori. L’acido folico per via orale previene la rottura dei cromosomi legati al manifestarsi di tumori diminuendo il rischio di tumore. Mantenere la flora intestinale in buono stato, con quantità generose di yogurt e acidophilus, può aiutare a prevenire il cancro.
E’ stato scoperto che il calcio insieme alla vitamina D ha un effetto preventivo in individui normali o ad alto rischio (quelli che in famiglia hanno casi di tumore colorettale). Il germanio svolge un’attività anticancro insieme al sistema immunitario. E’ importante consumare alimenti ricchi di oligoelementi per prevenire l’invasione delle sostanze cancerogene. I terreni arricchiti di molibdeno proteggono dal cancro all’esofago. Anche la vitamina B2 (riboflavina) protegge da questo tipo di tumore. Il selenio insieme allo iodio svolge un ruolo protettivo nei confronti di diversi tipi di tumore. Dosi supplementari di rame somministrate ad animali di laboratorio hanno ritardato in modo significativo lo sviluppo del cancro.

        La timosina, un gruppo di ormoni, può rimpicciolire i tumori. Anche il DMSO (dimetilsolfossido) può essere d’aiuto nel trattamento di alcuni tumori. Si spera che una delle più promettenti scoperte in ambito tumorale, il DHEA, possa un giorno non solo prevenire il cancro ma anche curarlo. Questa sostanza è prodotta dalle ghiandole surrenali ed è da essa che derivano tutti gli altri ormoni che partecipano al funzionamento dell’organismo. Il fattore di trasferimento, ossia l’estrazione di cellule sane da un donatore sano impiantate nell’organismo di una persona malata, si è mostrato efficace in combinazione con altre terapie. Ci sono prove che l’aspirina possa essere efficace nel trattamento di alcune forme tumorali. Bisognerebbe evitare di assumere integratori di ferro perché tendono ad inibire le capacità anti cancro dei macrofagi e l’attività delle cellule T ed E.
Si raccomanda una dieta a basso contenuto di grassi, soprattutto di grassi saturi (20% del fabbisogno energetico quotidiano) e un aumento dei carboidrati (65% delle calorie). Bisognerebbe evitare o limitare la caffeina e limitare l’assunzione di alcolici a 3 o 5 volte alla settimana.

        Una buona dieta anti-cancro è interessante non solo per i malati ma anche per chi vuole prevenire la malattia. E’ essenziale privilegiare tutti gli alimenti integrali e non raffinati evitando attentamente gli alimenti industriali. Un consumo eccessivo di grassi incoraggia lo sviluppo di cellule cancerose. Le carni rosse e i derivati del latte dovrebbero essere consumati con estrema moderazione, mentre si consiglia di aumentare il consumo di verdure crocifere come i cavolini di Bruxelles e i broccoli. Sono necessarie anche le verdure a foglia verde e la frutta e la verdura di colore arancio scuro.
L’uso dell’olio di pesce ha rallentato la progressione del tumore al seno. Si consiglia di consumare due o tre volte alla settimana pesce grasso cotto alla griglia. Anche lo yogurt e i prodotti a base di soia, come il tofu, possono rallentare lo sviluppo di tumori. Sono consigliati anche i succhi di frutta di colore scuro e le combinazioni con succhi di verdura come carote, bietole, cavoli e asparagi. Gli alimenti ricchi di potassio come i cereali integrali, la frutta secca, i legumi e i semi di girasole contengono altre sostanze che aiutano a combattere il tumore (Le persone che soffrono di insufficienza renale non dovrebbero prendere il potassio o consumare quantità eccessive di alimenti che lo contengono).
Le mandorle sono ricche di laetrile, una sostanza ritenuta (anche se non ci sono conferme ufficiali) anticancerogena. Le diete vegetariane e quelle macrobiotiche sono benefiche. E’ consigliabile sostituire il sale con il kelp, usare le melasse o il succo d’acero per dolcificare gli alimenti e la farina integrale invece di quella bianca. Si raccomanda di bere solo acqua filtrata.

        Gli oli rancidi o scaldati più volte sono cancerogeni. Bisogna cercare di consumare oli che hanno un buon equilibrio di acidi grassi omega 3 e omega 6. Oltre all’olio di pesce, l’olio di lino contiene tre volte più omega 3 e può essere mischiato con altri oli ricchi di omega 6, come l’olio di mais e di cartamo, per raggiungere un buon equilibrio. L’olio di colza ha un buon equilibrio dei due acidi grassi. E’ consigliabile evitare alimenti affumicati, sottaceto o conservati con nitrati.
Si ritiene che gli alimenti cotti sul barbecue che vengono bruciacchiati possano scatenare reazioni cancerogene nell’organismo. E’ ormai provato che le persone che fumano o bevono hanno una maggiore incidenza del cancro. L’acetaldeide, una sostanza chimica, presente nel fumo delle sigarette e prodotta nel fegato a partire dall’alcool, è cancerogena e produttrice di radicali liberi. E’ anche responsabile della distruzione della cisteina, una sostanza antiossidante.
Le erbe e le altre sostanze naturali possono essere d’aiuto. L’astragalo, combatte gli effetti collaterali delle terapie antitumorali, incluse le radiazioni. Il polline inibisce il cancro. La fucoidina contenuta nelle alghe marine è attiva come sostanza anticancro. Un’alga chiamata spirulina contiene beta-carotene e altre sostanze naturali anticancro. La cipolla e l’aglio (entrambi contengono bioflavonoidi) sono conosciuti come alimenti anticancerogeni. La bardana e il fo-ti sono utilizzati in Cina per curare varie forme di tumori.

        La “larrea divaricata” ha effetti antiossidanti. Anche il centonchio, ricco di vitamina C può essere d’aiuto. L’echinacea distrugge le cellule cancerose perché contiene macrofagi che stimolano il sistema immunitario. I Wobe-Mugos (enzimi dell’ananas e del pancreas) hanno proprietà anti-cancro. Il ginseng viene usato nella cura del cancro. L’idraste contiene solfato di berberina, una sostanza anti cancro. Vengono usate anche la consolida (sotto forma di impacchi), l’equiseto, l’infusione di Jason Winter, l’ortica, la carnivora, la suma, il rafano nero, il pau d’arco (anche sotto forma di impacchi), il tarassaco e la liquirizia.
Per il trattamento dei tumori sono state usate anche senecione e camedrio (impacchi), i germogli di grano e d’orzo, e la chinina. Il vischio bianco stimola il sistema immunitario e inibisce lo sviluppo del tumore. Gli estratti dei funghi shiitake e rei-shi hanno proprietà anti tumorali. La spirulina ricca di beta-carotene e altre sostanze naturali è una sostanza anti-cancro.

        Le sostanze nutritive e gli altri elementi naturali possono rappresentare un aiuto. Sono consigliati i clisteri per tenere il colon libero da sostanze che potrebbero altrimenti diventare tossiche. Si consiglia anche di evitare le radiazioni sia quelle provenienti dal forno a microonde che i raggi X, e di sedersi ad una distanza di almeno 2 metri dal televisore. Le pentole usate per cucinare dovrebbero essere di vetro o ricoperte di ceramica. L’esposizione a sostanze chimiche come la pittura fresca, gli spray, i detersivi e i pesticidi favorisce la formazione di radicali liberi; il corpo spreca energie combattendo le sostanze tossiche invece di combattere il cancro.
L’attività fisica è importante. L’inattività è legata al cancro. Gli studi mostrano che le persone fisicamente attive hanno una minore incidenza di tumori rispetto a quelle che non praticano un’attività fisica regolarmente (vedi la Parte II).
Per il malato di cancro in fase terminale, il fabbisogno specifico di cibo dipende dal punto in cui si trova il tumore. Di solito comunque si consiglia una dieta ad alto tenore proteico e calorico per sostenere e riparare le cellule normali. Il ferro (quello di tipo eme contenuto negli alimenti) è essenziale nella dieta per prevenire l’anemia, che è frequentemente una complicazione del cancro.

PEr suggerimenti nutrizionali non esitate a scrivermi o a contattarmi al numero 3287433847

Vi invito intanto a visitare alcuni prodotti caldamente suggeriti :

Aloe Vera Plus
Carotenoid Complex (integratori a base di carotenoidi)
Flavonoid Complex (integratore a base di flavonoidi)
Cruciferus (integratore a base di crucifere)
Tree en en : fitosteroli a base di soia riso e grano
Omega 3 ...a proposito di quest'ultimo :

Si può guarire dal cancro in fase terminale?

Malato terminale salvo grazie agli omega-3? Il caso D.H. fa rumore

 

La comunità scientifica è scossa dal caso di un malato terminale statunitense affetto da istiocitoma fibroso maligno con lesioni multiple in entrambi i polmoni che senza intervento chirurgico né chemioterapia (i suoi medici curanti lo avevano dato per spacciato), ma solo con dosi elevate di acidi grassi omega-3 introdotti nella sua dieta grazie all'olio di pesce, ha avuto un lento ma marcato miglioramento. Il paziente è tuttora asintomatico dopo 5 anni di trattamento e le TAC hanno determinato una riduzione delle masse tumorali del 90 per cento. Pur con la dovuta cautela, il caso del signor D.H. sta sollevando il più vivo interesse degli scienziati.

 

L’uomo, un 78enne di Reno, in Nevada, era un vicino di casa di Ronald S. Pardini, professore di Biochimica e direttore associato della Nevada Agricultural Experiment Station presso l’University of Nevada. Una volta ricevuta la terribile diagnosi, l’uomo si è rivolto a Pardini, autore in passato di ricerche che avevano dimostrato che l’assunzione di acidi grassi omega-3 diminuiva significativamente la crescita delle cellule tumorali mammarie, ovariche, pancreatiche, del colon e della prostata in topi di laboratorio. 

“Nel 2000 al signor D.H. sono stati diagnosticati solo pochi mesi di vita”, spiega Pardini. “Ma cinque anni dopo D.H. è ancora vivo e ha persino guadagnato peso”. Il signor D.H., invece che a un intervento chirurgico o a un ciclo di chemioterapia, è stato sottoposto ad un intervento nutrizionale teso ad incrementare drasticamente l’assunzione di acidi grassi omega-3 mediante il consumo di olio di pesce e a diminuire viceversa l’assunzione di omega-6  

“Abbiamo stimato un consumo quotidiano per D.H. di 15 grammi di acido eicosapentenoico omega-3 (EPA) e di acido docosaesaneoico (DHA) al giorno, e la percentuale di acido linoleico/omega-3 nella sua dieta era di 0,81”, spiega Pardini. “Nei 5 anni finora trascorsi una serie di TAC e radiografie polmonari hanno registrato una lenta ma costante diminuzione in numero e dimensioni dei noduli bilaterali. Il signor D.H. non ha denunciato effetti collaterali particolari dovuti al grande consumo di olio di pesce ed è rimasto asintomatico”.

 

Fonte: Pardini RS, Wilson D Schiff S et al. Nutritional Intervention With Omega-3 Fatty Acids in a Case of Malignant Fibrous Histiocytoma of the Lungs. Nutrition and Cancer 2005; 52(2): 121-9. doi:10.1207/s15327914nc5202_2.

 

 

Aids

 

L’AIDS (SINDROME - segni e sintomi che appaiono contemporaneamente; da IMMUNO - il sistema di difesa dell’organismo; DEFICIENZA - funzionamento anormale; ACQUISITA - acquisita per contatto con l’ambiente) è una malattia grave che causa la perdita della capacità di lottare contro le infezioni. I malati di AIDS sono esposti alle infezioni cosiddette “opportuniste”, ossia malattie causate da organismi normalmente presenti nell’ambiente e dannosi solo per le persone con un sistema immunitario indebolito. Sino ad ora, il test dell’AIDS veniva effettuato soprattutto nelle strutture pubbliche e questo ha ostacolato la scoperta di nuovi casi. La prossima approvazione di un test da effettuare a casa dovrebbe permettere di diminuire la diffusione della malattia e di aiutare molte persone che altrimenti non riceverebbero cure immediate.

        Le persone malate di AIDS sviluppano strane infezioni o si ammalano di forme di tumore che normalmente non colpiscono gli individui con un sistema immunitario sano. Le due malattie più diffuse tra i malati di AIDS sono una comune infezione da protozoi dei polmoni chiamata “polmonite da Pneumocystis carinii”, che colpisce il 52% dei malati di AIDS e una rara forma di tumore chiamata “sarcoma di Kaposi” (SK).
Si pensa che l’AIDS sia causato dal virus di immuno-deficienza umana HIV e che il sistema immunitario che protegge il corpo da germi, batteri, virus e tumori venga distrutto dal virus HIV. L’HIV è un retrovirus; entra nella cellula come parte dell’RNA (acido ribonucleico) e si riproduce poi come una nuova parte di DNA (acido desossiribonucleico) e si incorpora nel DNA delle cellule. Una volta che il virus entra nel DNA, non è più possibile estrarlo dal codice genetico delle cellule.

        L’infezione da HIV non significa necessariamente che una persona svilupperà l’AIDS conclamato. In effetti la maggior parte delle persone infettate rimangono in buona salute per lunghi periodi di tempo. Dopo 10 anni e più il 5% delle persone sieropositive non mostra nessun sintomo di AIDS e rimane in buona salute (vengono chiamati non-progressor). Questi individui non mostrano nessun segno della malattia. Invece altre persone sviluppano l’AIDS senza prima essere stati sieropositivi e vengono colpiti da molti disturbi diversi. Recentemente è stato scoperto che la maggior sopravvivenza di alcuni sieropositivi può essere dovuta ad alti livelli dell’ormone DHEA nel sangue. In alcuni pazienti sieropositivi l’AIDS si è manifestato solo quando si sono abbassati i livelli di questo ormone. Il DHEA è l’ormone steroide più importante nel nostro corpo e viene prodotto dalle ghiandole surrenali. Il corpo trasforma in qualunque momento questo ormone madre in qualunque altro ormone sia necessario. I fitochimici e la meditazione aumentano i livelli di DHEA e sono altamente consigliati.

        Le persone che sopravvivono più di tre anni dopo la diagnosi di AIDS sono poche, ma vengono studiate per trovare nuove soluzioni nella lotta alla malattia. Lo stile di vita di questi pazienti include abitudini alimentari corrette, alimenti naturali, una dieta prevalentemente vegetariana, lavoro intenso, esercizio fisico, spiritualità, meditazione, e altri elementi come coltivare interessi culturali, frequentare un gruppo di guarigione, il pensiero positivo e altri approcci alternativi come le fantasie positive. Queste persone ritengono che tutti questi aspetti siano responsabili per la loro maggiore longevità. Una paziente non ha più segni della malattia sul corpo. Alcuni hanno smesso di prendere le medicine mentre altri le prendono ancora. I ricercatori ritengono che queste persone abbiano un sistema immunitario estremamente forte o che abbiano ricevuto un virus difettoso. Quest’ultima ipotesi potrebbe favorire lo sviluppo del vaccino. L’ultima teoria in materia sostiene che il virus non sia inattivo in tutti questi anni, ma che il corpo lo combatta costantemente sino a quando l’HIV si esaurisce.

        La combinazione di cure mediche tradizionali e di metodi alternativi può essere positiva. I medicinali che uccidono i virus sono molto rischiosi perché possono danneggiare il DNA delle cellule. E’ possibile che un’alimentazione adeguata possa rallentare gli effetti negativi dell’HIV e dell’AIDS. La dieta può migliorare la risposta ai farmaci di una persona sieropositiva e diminuire la vulnerabilità alle infezioni HIV. Esiste anche un numero sempre maggiore di prove scientifiche sul fatto che l’assunzione di integratori possa potenziare il funzionamento del sistema immunitario portandolo a livelli superiori alla norma. Nella cura della malattia possono essere di sostegno anche le terapie di ossigeno, le terapie timiche e del fattore di trasferimento.
La malnutrizione può avere conseguenze importanti sul decorso dell’AIDS. Il dott. Charles Halsted, capo del dipartimento di medicina interna alla Davis Medical School dell’Università della California, ha scoperto che allo stadio iniziale della malattia, l’AIDS attacca le cellule intestinali che assorbono le sostanze nutritive. Secondo il dott. Halsted “lo scarso assorbimento di sostanze nutritive potrebbe essere una delle prime cause della malnutrizione nei malati di AIDS”. Lo scopo dell’integrazione vitaminica per i sieropositivi è di assicurare l’assorbimento fornendo quantità superiori alla norma di quelle sostanze necessarie per il funzionamento ottimale del sistema immunitario.

        Una dieta sana con l’andar del tempo rafforza il sistema immunitario. Inoltre, con un’alimentazione naturale, il corpo non è esposto a sostanze chimiche artificiali che possono avere effetti negativi sui processi fisiologici. A causa della presenza dell’HIV, il corpo ha un fabbisogno metabolico anormalmente alto; la dieta dovrà contenere quindi quantità superiori al normale di carboidrati e di proteine e una quantità sufficiente di grassi, per coprire il fabbisogno necessario alla produzione di energia, alla costruzione delle cellule e al mantenimento del corpo.
L’alimentazione di una persona sieropositiva o malata di AIDS dovrebbe includere i cereali integrali almeno una volta al giorno, la frutta come fonte naturale di energia (invece di zuccheri raffinati), verdura in abbondanza e quantità adeguate di proteine (bisognerebbe controllare gli effetti sulla salute dei derivati del latte).
Grandi quantità di cipolle, aglio e zenzero possono essere d’aiuto. Bisognerebbe aumentare il consumo di minestre, infusioni e bevande calde (ad esclusione della caffeina), per assumere una maggiore quantità di sostanze calmanti. Le bevande fredde assorbono un’energia che potrebbe essere usata dal sistema immunitario. Gli oli migliori sono quelli di oliva e di sesamo. E’ consigliabile evitare il consumo di alimenti crudi come ostriche, frutti di mare, pesce marinato e sushi, carni e uova poco cotte, perché possono contenere batteri o sostanze che ostacolano l’assorbimento di altri nutrienti. Perché la dieta sia alcalina bisogna consumare più cereali e verdure che frutta.

        In mancanza di dosi adeguate di proteine, le infezioni rallentano il processo di cicatrizzazione delle ferite, aumentano la possibilità di perdita di peso e a lungo andare causano mancanza di vigore. La quantità raccomandata di proteine per una persona sotto stress “medio” è di 0,9 g per kg. Una persona che pesa 75 chili dovrebbe assumere circa 67 g di proteine al giorno. Tra gli alimenti ricchi di proteine ricordiamo il fegato, il pesce, i ceci, le lenticchie, le arachidi, i fiocchi di latte, i formaggi, i cereali e i semi di sesamo. Le proteine possono essere assunte sotto forma di integratore.
Le verdure sono particolarmente sane quando vengono aggiunte alle minestre perché le sostanze nutritive contenute nelle cellule possono dissolversi in un brodo caldo e facilmente digeribile. L’assorbimento dei nutrienti dalle minestre permette la loro immediata entrata in circolo. L’aggiunta di funghi rei-shi o shitake può aumentare la produzione dei linfociti T-helper.

        I cereali integrali forniscono fibre, vitamine e oligoelementi importanti per la salute del sistema immunitario. Le fibre stimolano le cellule chiamate placche di Peyer che si trovano nel rivestimento dell’intestino. Queste cellule quando vengono stimolate, aiutano ad attivare e a rinforzare il sistema immunitario producendo anticorpi, che costituiscono la prima linea di difesa del corpo contro le malattie del tratto intestinale. I cerali integrali forniscono grandi quantità di fibre che stimolano il flusso sanguigno verso queste cellule, potenziando la loro capacità funzionale. Le fibre favoriscono anche la prevenzione di parassiti e altre infezioni intestinali (vedi Fibre nella Parte III).
La maggior parte della frutta contiene grandi quantità di vitamine, minerali e fibre. Nelle persone sieropositive lo zucchero della frutta o dei succhi di frutta può causare la stomatite da Candida albicans, un infezione orale comune nei sieropositivi. Un consumo quotidiano di grandi quantità di frutta può causare l’aumento della Candida o farla apparire per la prima volta. Se questo accadesse, bisogna prima di tutto eliminare gli zuccheri raffinati dalla dieta e se il problema continuasse bisognerà eliminare anche la frutta e i succhi di frutta.

        Il sistema immunitario può essere indebolito da un consumo eccessivo di zucchero, caffeina e alcool, soprattutto quando non viene consumata la prima colazione e non ci sono abbastanza proteine. I globuli bianchi, inclusi i T-helper, vengono influenzati negativamente da quantità eccessive di zucchero nel flusso sanguigno. In uno studio è stato evidenziato che i globuli bianchi esposti ad alti livelli di zucchero dimostravano una minore capacità di inghiottire i batteri (fagocitosi). In altri studi è stato dimostrato che le molecole delle proteine possono essere influenzate negativamente da alti livelli di zucchero nel flusso sanguigno. Lo zucchero in eccesso si combina con le molecole, creando un’interferenza con il funzionamento del sistema immunitario, che può annebbiare la vista e causare danni ai reni e ai polmoni.
Una dose elevata di zucchero obbliga il sistema digestivo ad un lavoro supplementare per evitare che lo zucchero entri nel flusso sanguigno tutto in una volta. Anche il pancreas deve lavorare di più per produrre insulina sufficiente per la lavorazione dello zucchero e ciò va a discapito del sistema immunitario al quale viene sottratta energia preziosa. Per addolcire gli alimenti si possono usare i succhi di frutta, piccole quantità di miele, sciroppo d’acero puro e le melasse.

        Il costante consumo di caffeina non permette al corpo di guarire, perché la caffeina blocca la capacità cellulare di rigenerare le sue risorse energetiche. Al posto del caffè possono essere usati succedanei. Il consumo di alcool deprime il sistema nervoso, inibisce la capacità di rigenerazione delle cellule del sangue da parte del midollo osseo, esaurisce le vitamine B e il beta-carotene, può causare danni al fegato e disidratazione. L’alcool avvelena tutti i meccanismi del corpo e un individuo sieropositivo dovrebbe consumarne solo piccole quantità o eliminarlo completamente. Prima e dopo il consumo di alcool si consiglia di bere molta acqua o altri liquidi per diluirlo e sostituire i fluidi persi a causa dell’effetto disidratante di questa sostanza.
Alcune sostanze nutritive possono essere d’aiuto. L’AL 721, un’immunostimolante, inibisce la riproduzione del virus HIV. Il Naltrexone e l’Ampligen sono immunomodulanti e medicinali naturali che possono dare giovamento.
La vitamina C, la vitamina E, il selenio e il beta-carotene sono antiossidanti che hanno un effetto benefico sul funzionamento del sistema immunitario. La vitamina C potenzia il sistema immunitario nei confronti delle infezioni virali. Uno studio effettuato da Steve Harakeh, Raxit Jariwalla e il dott. Linus Pauling, pubblicato sugli Atti dell’Accademia Nazionale delle Scienze (Usa) nel 1990 con il titolo “Soppressione della replicazione del virus dell’immunodeficienza umana con l’ascorbato, nelle cellule con infezioni acute e croniche”, forniva le prove del fatto che la vitamina C inibisce direttamente la crescita e la riproduzione dell’HIV.

        La vitamina C diminuisce anche i livelli di interferone e funziona come un potente antiossidante. Il dott. Pauling raccomanda l’assunzione di dosi quotidiane di circa 20.000 mg (sebbene la maggior parte degli studi effettuati mostrino che la maggior attività antivirale viene espletata tra i 2000 e i 6000 mg al dì). I dosaggi molto alti della vitamina C possono aggravare o persino provocare un transito intestinale più veloce e diarrea. Consultare il medico prima di iniziare qualsiasi nuova terapia.
Uno studio svolto da Simin Meydani, un nutrizionista del Dipartimento americano per l’agricoltura, ha dimostrato gli effetti immunostimolanti della vitamina E. I risultati indicavano un significativo aumento della risposta immunitaria nel gruppo che aveva ricevuto l’integratore di vitamina E in confronto al gruppo che non aveva preso l’integratore. Altri studi effettuati alla Tulane University suggeriscono che la vitamina E riduce la tossicità nel midollo osseo causata dall’AZT.

        Uno studio pubblicato su “Immunologia clinica di base” nel 1982 mostra che mentre un modesto aumento del dosaggio di vitamina A può stabilizzare le cellule in modo da potenziare le loro capacità immunitarie, un eccesso di vitamina A può essere dannoso nei confronti della risposta immunitaria. Per questo motivo la vitamina A dovrebbe essere sostituita dal beta-carotene, che ha proprietà antiossidanti ed è quindi attivo nella lotta contro la malattia. Inoltre il corpo elimina le quantità in eccesso che non vengono utilizzate eliminando il rischio di tossicità legato all’accumulo di vitamina A. Nei test in vitro è stato appurato che il beta-carotene stimola le cellule immunitarie e le rende più capaci di combattere le infezioni, come quelle causate da Candida albicans (un tipo di infezione micotica), che si moltiplicano nei malati di AIDS. Con l’aggiunta del beta-carotene alla sospensione di neutrofili, il tasso di guarigione dalla Candida veniva più che raddoppiato.
La maggior parte delle persone sieropositive ha problemi digestivi. L’assunzione quotidiana di integratori di lactobacillus acidophilus aiuta a prevenire questi problemi. L’acidophilus inoltre aumenta la produzione delle vitamine del complesso B, sopratutto dell’acido folico e della vitamina B12, riduce i gas intestinali e la diarrea e migliora la digestione dei derivati del latte grazie ad una maggiore produzione di lattasi.

        Alcuni individui sieropositivi, ARC (pre-AIDS) o malati di AIDS hanno avuto dei miglioramenti in seguito all’assunzione di alcuni minerali. In alcuni esperimenti in vitro, il composto di germanio organico scoperto da Asai ha dimostrato di poter inibire la riproduzione dell’HIV; le ricerche a questo proposito sono ancora in corso. I composti di germanio organico hanno anche mostrato attività di potenziamento del sistema immunitario. Sino ad ora non sono stati riportati effetti tossici.
Uno studio effettuato su 12 individui di sesso maschile malati di AIDS ha scoperto che i livelli di selenio nel sangue di queste persone erano molto bassi. Sembra che il selenio sia un elemento fondamentale per il sistema immunitario. Tutti i malati di AIDS dovrebbero consultare un nutrizionista per avere una valutazione globale che includa il selenio e che tenga conto anche dell’interazione con la vitamina E e altri elementi nutritivi (vedi selenio nella Parte IV). Consultate un medico specializzato.

        Le ricerche effettuate sulle cavie hanno mostrato che la carenza di rame provoca una minore risposta degli anticorpi che può ostacolare il sistema immunitario. Le ricerche sono ancora in corso. La forza delle cellule T-helper può essere diminuita da una carenza di ferro, necessario anche per la sintesi del DNA. Alcune ricerche tutt’ora in corso, hanno scoperto che anche i livelli di zinco sono bassi nei malati di AIDS.
Un ulteriore ausilio nel mantenere l’AIDS inattivo è rappresentato dalle erbe. Le erbe elencate sotto sono consigliate per i seguenti problemi: rafforzamento del sistema immunitario, apparato digestivo e problemi del sonno. Le erbe non dovrebbero mai costituire l’unica terapia nella cura dell’HIV o dell’AIDS.


        Il processo di guarigione si svolge in modo ottimale quando il corpo è rilassato e l’energia è concentrata verso l’interno. La meditazione e l’esercizio ci aiutano a rilassarci migliorando non solo il benessere generale ma anche la salute del sistema immunitario (vedi esercizio aerobico e yoga).

Un ottimo programma nutrizionale da suggerire potrebbe essere il programma antiossidante per il rafforzamento delle difese immunitarie formato da carotenoid complex, flavonoid complex e cruciferous

 

Ho fatto un personale studio sui dissidenti (coloro i quali negano che l'hiv negi l'aids) che vi invito a leggere : clikka su dissidenti

SOSTANZE NUTRITIVE CHE POSSONO ESSERE EFFICACI NELLA CURA DELL’AIDS:


Organi Sostanza Quantità*
Generale Tutte le sostanze nutritive antiossidanti Vedi gli alimenti ricchi di sostanze nutritive nella Parte VIII
Coenzima Q10 100 mg al dì
Vitamina C con bioflavonoidi 2000-20.000 mg nel corso della giornata
Vitamina E 200 UI sino ad arrivare a 800 UI (emulsionate)
Beta-carotene 50.000 UI al dì
Vitamine del complesso B 100 mg 3 volte al dì
Vitamina B12
Vitamina B6
Acidophilus 3 volte al dì
Rame 3 mg al dì
LIPSOD Secondo le dosi prescritte
AL 721 Secondo le dosi prescritte
Monolaurine
Isopriniosine
Germanio 200 mg al dì
Proteine Secondo le dosi prescritte (Aminoacidi in forma libera)
Selenio 200 mcg al dì
Ferro
Picolinato di zinco 50 mg al dì
Enzimi digestivi
Acidi grassi essenziali Secondo le dosi prescritte
L-carnitina Secondo le dosi prescritte
L-cisteina Secondo le dosi prescritte
L-metionina Secondo le dosi prescritte
Complesso RNA/DNA
Aloe Secondo le dosi prescritte
Lecitina 20 g nel corso della giornata
Acidophilus Secondo le dosi prescritte

 

 

Non si intende far utilizzare le nozioni contenute in queste pagine per scopi diagnostici o prescrittivi.
Per qualsiasi trattamento o diagnosi di malattia, rivolgetevi ad un medico competente.
Le informazioni pubblicate nel sito, laddove non sia indicato in altro modo, sono di proprietà del sito francescosatta.it, di conseguenza possono essere utilizzate solo previa autorizzazione esplicita oppure citandone la fonte".

 

Non si intende far utilizzare le nozioni contenute in queste pagine per scopi diagnostici o prescrittivi.
Per qualsiasi trattamento o diagnosi di malattia, rivolgetevi ad un medico competente.
Le informazioni pubblicate nel sito, laddove non sia indicato in altro modo, sono di proprietà del sito francescosatta.it, di conseguenza possono essere utilizzate solo previa autorizzazione esplicita oppure citandone la fonte".

 

Non si intende far utilizzare le nozioni contenute in queste pagine per scopi diagnostici o prescrittivi.
Per qualsiasi trattamento o diagnosi di malattia, rivolgetevi ad un medico competente.
Le informazioni pubblicate nel sito, laddove non sia indicato in altro modo, sono di proprietà del sito francescosatta.it, di conseguenza possono essere utilizzate solo previa autorizzazione esplicita oppure citandone la fonte".