La cfs ovvero : la sindrome da
stanchezza cronica
Tutti
noi abbiamo dei periodi di stanchezza, solitamente transitoria, dovuti a cause
conosciute come per esempio lo stress o il superlavoro, questa stanchezza
tuttavia migliora con il riposo e non dà troppa preoccupazione.
Se
invece la stanchezza diventa cronica è consigliabile rivolgersi ad un medico
esperto che possa escludere le molte malattie che possono essere a base di
questo sintomo. Circa un quarto dei pazienti che consultano il medico lamentano
una stanchezza prolungata, un sintomo comune in molte malattie. Molti studi
indicano che solo alcuni di questi pazienti incontrano i criteri della Sindrome
da stanchezza cronica.
La
sindrome da stanchezza cronica
(Chronic Fatigue Syndrome) è un disturbo dalle
origine ancora oscure, caratterizzato da una stanchezza prolungata e
debilitante, e da multipli sintomi non specifici, quali cefalea, mal di gola
ricorrente, dolori muscolari e alle ossa, disturbi del sonno, perdita di
memoria, difficoltà di concentrazione e da un malessere generale. I sintomi per
definizione si protraggono per minimo per 6 mesi, ma spesso nella realtà per
anni.
L’affaticamento e la sindrome da affaticamento
cronico causata dal virus di Epstein-Barr, è caratterizzata da una sensazione
di spossatezza fisica e mentale che può essere causata da fattori estremamente
diversi come problemi digestivi, Candida albicans, anemia, sforzo fisico,
carenze nutritive, cattiva alimentazione (la causa principale), disturbi del
sonno, perdita di peso, obesità, noia o depressione, allergie, allergie
alimentari (soprattutto grano, segale, avena e latte), fumo, alcool, farmaci,
stress o tensione emotiva o da qualsiasi tipo di malattia. Alla sensazione di
spossatezza possono aggiungersi mal di testa, mal di schiena, irritabilità e
indigestione.
Prima di iniziare qualsiasi tipo di terapia è necessario sottoporsi ad un
accurato esame medico, effettuato da uno specialista, per individuare la causa
della stanchezza.
Ci sono molti diversi tipi di
stanchezza e altrettante cause. La maggior parte delle persone non conosce la
causa della propria stanchezza e quelli che la conoscono non hanno voglia di
fare i cambiamenti necessari per migliorare questa situazione. In questi casi,
quando una persona si stanca di essere malata e affaticata, esiste un rimedio. I
cambiamenti nello stile di vita sono tutti importanti, e devono includere
l’alimentazione, l’esercizio fisico e la nutrizione. E’ molto importante
anche imparare a gestire lo stress.
C’è un tipo di stanchezza che non risponde alle cure tradizionali e che
richiede tempo per essere diagnosticata. Si tratta della sindrome di
immunodisfunzione da affaticamento cronico, che dà sintomi simili a quelli
dell’influenza, come dolore alle articolazioni, mal di testa, mal di gola,
spossatezza, bruciore agli occhi, febbre, brividi e dolori muscolari. Se la
malattia si prolunga, possono manifestarsi anche confusione e perdita della
memoria a breve termine. Con questo tipo di stanchezza, qualsiasi attività
fisica, sottrae all’individuo le sue riserve di energia, ed è quindi da
sconsigliare. Per diagnosticare questa malattia è necessario sottoporsi ad una
lunga serie di analisi.
Una lieve carenza di magnesio può
provocare l’affaticamento cronico. Una dieta carente di potassio causa
debolezza muscolare, irritabilità e la sensazione di stanchezza. Le carenze di
vitamine del complesso B (specialmente tiamina), vitamina C, D e ferro possono
causare affaticamento. Bisogna ricordare però che anche il consumo eccessivo di
vitamine e minerali può causare stanchezza, è necessario quindi consultare uno
specialista per stabilire i livelli giusti per ogni individuo. Il fabbisogno
cambia con l’età e con il sesso.
Una dieta ben equilibrata può prevenire, alleviare o diminuire i sintomi
dell’affaticamento (vedi Carboidrati, Grassi e Proteine nella Parte III per
sapere come il corpo utilizza queste sostanze nutritive produttrici di energia).
Ogni persona ha un fabbisogno diverso e deve scoprire di che tipo di stanchezza
soffre e quali sono le sostanze nutritive necessarie per combattere una certa
malattia o disturbo. Generalmente l’obesità contribuisce alla stanchezza a
causa del fatto che c’è una maggior massa corporea da mantenere. Per la
persona magra, un consumo quotidiano di calorie inferiore a 1000 o 1200, può
causare stanchezza.
Il ciclo cibo/energia/lavoro
deve funzionare senza intoppi perché il corpo possa svolgere i suoi compiti
quotidiani. Il corpo utilizza le proteine per trasformare gli alimenti in
riserve di energia. Il tipo di alimenti consumati determina la quantità e la
qualità di quell’energia. Se ci sono sostanze nutritive che mancano (e ce ne
sono molte) nella ricerca di quest’energia, una delle conseguenze è la
fatica. Gli alimenti che imitano le buone fonti di energia sono l’alcool, i
carboidrati raffinati come i biscotti, le merendine, la farina bianca, le
caramelle, le bibite gassate e lo zucchero bianco. Questi alimenti dovrebbero
essere consumati solo quando c’è la necessità di energia immediata, e
andrebbero altrimenti evitati.
I carboidrati, sia quelli
semplici che quelli complessi, sono l’alimento principale e sono essenziali
per l’organismo. I carboidrati dovrebbero fornire dal 50 al 60% delle calorie
della giornata. Le allergie al grano, alla segale e all’avena possono causare
stanchezza, ma esistono prodotti privi di glutine. La stanchezza dello zucchero
è causata dal rapido aumento dell’energia istantanea che produce e dal
successivo crollo dopo che è stata usata. Il periodo discendente è quello che
causa il desiderio intenso di altri dolci e così il ciclo continua. Questo tipo
di stanchezza crea una sorta di dipendenza perché più dolci si consumano,
maggiore sarà la quantità necessaria per raggiungere lo stesso picco di
energia. Il corpo inizia a consumarsi e tutto l’organismo ne risente. I
carboidrati come le merendine e le caramelle sono efficaci per ottenere energia
immediata, ma una dieta che ne contiene troppi ottiene il risultato contrario.
Bisogna usarli solo sporadicamente quando la fine del compito è vicina ma è
necessario un ultimo slancio di energia per finire il lavoro iniziato. Per
un’energia di lunga durata da usare più lentamente sono consigliati gli
alimenti come semi, noci e verdure che contengono amido. La frutta, ricca di
carboidrati semplici, è indicata per un apporto rapido di energia.
Le proteine sono necessarie non
solo per trasformare gli alimenti ma anche per essere usate quando sono
terminate le altre sostanze necessarie alla produzione di energia. Gli alimenti
ricchi di proteine sono le carni magre, ma soprattutto i pesci bianchi, le uova,
i formaggi magri o a basso contenuto di grassi (in alcuni casi di sindrome da
affaticamento cronico i latticini possono essere controindicati), le
combinazioni di diversi cereali (fate delle prove per le allergie) e i legumi.
Il corpo ha bisogno di una certa quantità di grassi per funzionare e i grassi
aumentano la sensazione di sazietà nello stomaco. Tuttavia, una quantità
eccessiva di grassi per la persona affaticata può essere stancante. Il riposino
pomeridiano o il desiderio di farlo sono comuni nelle persone che consumano
grandi quantità di grassi. La percentuale dei grassi nelle calorie quotidiane
dovrebbe essere del 20-30% (dai 45 ai 50 grammi) e i grassi saturi non
dovrebbero superare il 10%. Il corpo tende a usare i grassi per formare riserve
di energia, di conseguenza bisognerebbe consumare meno grassi, perché le
riserve di energia sono quelle che costituiscono i chili superflui.
L’affaticamento cronico può essere causato da un eccesso o da una quantità
insufficiente di cibo. Le persone sovrappeso spesso consumano gli alimenti
sbagliati e sono carenti delle sostanze nutritive necessarie per trasformare il
cibo in energia. Maggiore è il peso da trasportare, maggiore l’energia
necessaria per far funzionare quel peso. Il dimagrimento diminuisce i sintomi
dell’affaticamento cronico.
Le membrane cellulari hanno
bisogno di lipidi e steroli per rimanere sane. Sfortunatamente, la lavorazione
delle granaglie elimina lipidi, steroli ed altri nutrienti vitali dai cibi che
costituiscono la base della nostra alimentazione. I concentrati di chicchi
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essenziali per una salute ottimale e per la migliore funzionalità delle cellule
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I Lipidi e gli Steroli sono importantissimi per
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delle scorie.
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capsule di gelatina proteggono la qualità dei nutrienti e vengono digerite
facilmente.
Non contiene né colesterolo né glutine.
Pressato a freddo e trattato a freddo per
conservarne le proprietà nutrizionali.
Nutrizione Valori
nutrizionali tipici per capsula
Valore energetico 27,2 kJ (6,5 kcal)
Proteine 0,120 g
Carboidrati 0,002 g
Grassi 0,677 g
Di cui:
Saturi 0,124 g
Monoinsaturi 0,176 g
Polinsaturi 0,341 g
Di cui:
Acido linoleico 0,216 g
Acido linolenico 0,024 g
Istruzioni per l'uso : 1-3
capsule al giorno
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prevenire è molto
meglio che curare
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Pionieri nella nutrizione cellulare
Noi siamo sani quanto sane
sono le nostre cellule
L’energia che sentite
ogni giorno proviene dalle vostre cellule, ma la moderna alimentazione
è priva dei nutrienti che rafforzano le cellule, conosciuti come lipidi
e steroli. Senza questi essenziali fattori alimentari, le vostre
membrane cellulari possono diventare impermeabili, rendendo difficile
l’entrata dei nutrienti e la fuoriuscita delle scorie.
Più di 45 anni fa, i
medici hanno scoperto che le persone affette da stanchezza cronica
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Tre-en-en resta ancora
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su cui sono basati Formula IV e Formula IV Plus della GNLD, che ancora
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Tre-en-en: potenzia
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vigorose!
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